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Il critico e storico dell'arte Andrea Diprè cosi giudica l'arte di Carmela Calimera :
Le opere di Carmela comunicano il basico istinto della seduzione, i suoi nudi femminili mostrano il lungo cammino di una coscia di profilo, e poi l'improvviso, casto ma spudorato , naturale ma aggressivo, scatto delle natiche: brani che hanno la naturale sensualità dei Kouroi arcaici, e la prepotente malizia della Parigi proustiana. Andrea Diprè
Il critico artistico - letterario Alfredo Maria Barbagallo soffermandosi sull’arte di Carmela Calimera cosi si esprime :
Scultrice e pittrice in grado di analizzare profondamente il soggetto descritto e di definirsi nel particolarismo attraverso l’uso del linguaggio simbolico. Le labbra da lei rappresentate sono tracciate di getto e sfumano in traiettorie disparate, mentre il loro interno è rosso passione, un frutto d’amore fuso all’eros come carica erotica e sensuale, le mani sono flessuose, sembrano sfiorare dei tasti vibrando in aria mentre morbidamente fissano l’esperienza di un gesto e la sua poesia. Le sue sculture sono nodi-nuclei di forze energetiche che si abbandonano nei corpi delle donne distese o nelle vesti alate degli angeli ripresi frontalmente, candidi ed eterei, colti in una dimensione sottile tra incanto ed eternità, dove le vesti ruotano vellutate sui loro corpi descrivendo un paradiso in terra, di potenza e fascino immobile, sempre segreto. Nelle opere di Calimera, infatti, è presente un mistero, quasi una carica di elettricità che scorre da quegli occhi che lei riprende fissi nel primo piano, dallo sguardo ben delineato e marcato che inducono alla riflessione ed all’attesa, oltre ad invitare ad entrare nei suoi mille enigmi taciti ma al contempo dichiarati sotterraneamente. Alfredo Maria Barbagallo
Il prof.Gianni Latronico con un profondo giudizio cosi si esprime: L’ETERNO FEMMININO NELL’ARTE SUBLIME DI CARMELA CALIMERA Scultura e pittura, grazia e poesia, bellezza fisica ed interiore sono le due anime, le due maniere, le due espressioni artistiche di Carmela Calimera, entrambe eseguite con l’inconfondibile tocco della sua mano ispirata e del suo animo, in perenne fermento. Raffigurando il suo territorio in sembianze femminili mediterranee, ogni suo quadro evidenzia contemporaneamente i sapori del luogo, le forze della natura ed il mistero della donna, in una perfetta simbiosi ed in una mirabile sintonia tra corpo e anima. L’arcano dell’altra metà del mondo è racchiuso nel prezioso scrigno, nel palpitante pathos, nel fertile dono dell’eterno femminino, come il fuoco di Prometeo, il vaso di Pandora, il sorriso delle tre Grazie, che lo distribuiscono, a piene mani, a tutti gli esseri viventi sulla terra. Carmela Calimera dispensa amore platonico, filiale, fraterno in un nuovo paradiso, senza alberi del male, frutti proibiti, serpenti velenosi, ma pieno di delizie, nel giardino incantato dei suoi corpi nudi a forma di orchidea, di mimosa, di mammola. Figure slanciate, verso l’alto dei cieli; unite in una fusione amorosa; tese verso mete superiori, esprimono celesti nostalgie, angelici dolori, divine aspirazioni all’isola felice di Youkaly, accessibile soltanto a chi è in contatto diretto con l’infinito, il sublime, l’assoluto. Le ali spuntano alle sue innocenti creature nude, illuminate di grazia, come la verità eterna e vibranti di luce, come il settimo splendore, nella tensione psichica della catarsi artistica, che tutto assolve; tutto purifica e tutto racchiude nell’arte totale. Carmela Calimera presenta nudi gocciolanti e vellutati, ansanti e palpitanti, vibranti e frementi di esterne sensazioni visive e d’intima passione amorosa per tutto ciò che è bello, nobile, puro.prof. Gianni Latronico
Il critico d'arte Dino Marasà :
L’artista Carmela Calimera proietta sulla tela il suo impeto creativo svelando i segreti meandri del suo animo e delle sue sensazioni attraverso l’innato fascino e grazia propri della donna. Sensibile e attenta osservatrice del reale, le sue opere manifestano un’innata vitalità e un movimento che spesso si estrinseca in sensualità palesate attraverso una ritmata composizione segnica e cromatica. Opere solari, mediterranee ispirate dalla terra natia dell’artista che unisce armonicamente l’aria, il fuoco, la terra e l’acqua in un ordito di passione e spontaneità Dino Marasà
Il critico d'arte Francesca Londino :
La forza del carattere femminile emerge in tutta la sua carica sensuale nelle opere di Carmela Calimera. L’universo femminino, di cui l’artista e’ portavoce, viene evocato con incursioni appassionate nel dettaglio di un volto, nell’enigma plastico di una movenza o di una posa. L’artista toglie i veli alla femminilità per riportarla ad una condizione di purezza e candore, senza dimenticare che la femminilità, pur essendo icona stessa dell’erotismo, e’ anche energia vitale e generatrice che appartiene ad ogni donna. Francesca Londino
Il prof.Michelangelo Monea su Carmela Calimera cosi si esprime :
Carmela Calimera, una giovane
artista poliedrica,molto versatile sia col pennello che con gli arnesi
dello scultore, vive ed opera essenzialmente a Laureana di Borrello,come
dilettante ,sin da piccola, si è cimentata nella difficile arte della
pittura e della scultura. Autodidatta, divoratrice di libri attraverso i
quali ha trovato gli elementi utili per affinare ed esprimere sulla
tela,sul legno e con l’argilla il suo effervescente ingegno, è riuscita
ad imporsi ed a farsi ammirare per alcune sue espressioni artistiche di
notevole fattura.
Il critico Maria Teresa Prestigiacomo : ROSSO….SANGUIGNO ,ROSSO…..CALABRIA Rosso come l’arancia, rosso come il fuoco della passione, rosso come un tramonto di fuoco, rosso come l’amore, rosso come il succo di un’arancia sanguinella, rosso come il corallo, rosso come la luna d’estate…Questo è il messaggio che sembra comunicarci la rappresentazione pittorica figurativo- fileggiante di Calimera, che con tratti discreti, nervosi ma allo stesso modo composti, “conclusivi”, armonici, parla di donne del Sud dal corpo sinuoso, dalle forme arrotondate come arance… Donne mediterranee… succose come arance sanguinelle, sanguigne come arance sanguinelle, calde ed infuocate…Pochi tratteggi delineano forme e sembianze umane….poche linee determinano una funzionale azione scenica, sulla tela…. Capelli di serpenti o di Medusa, occhi di giaguaro, pelle di velluto… morbida e suadente è la loro voce….sono donne-Calabria, donne del mare e della terra….pur sempre donne. Alla donna rendono omaggio le opere di Carmela Calimera che nella loro sintesi, nella loro essenzialità sono donne che attraggono ed intrigano…..Sono donne di Calabria che odorano di gelsomino, piccanti al peperoncino e fresche di bergamotto…. Sapiente tecnica, originale e nuova; fresco e frizzante il significato; un indovinato mix che traduce le opere dell’artista Carmela Calimera in un più ampio messaggio: quello di una Calabria da ritrovare, come la tanto vagheggiata California del Sud d’Italia, con le fresche fragranze di arance raccontate da chi come la pittrice calabrese, non tradisce, nemmeno nell’arte, la sua identità, le sue radici, la sua terra di Calabria. Maria Teresa Prestigiacomo
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